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Progetto Trento ardente

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Nel giugno 2OO1 Chiara torna a visitare la città natale e incontra politici, uomini di cultura, aderenti ai movimenti ecclesiali, imprenditori, comuni cittadini.

E’ a contatto con la città, nella componente civile ed ecclesiale;. che sente l'urgenza di comunicare un sogno coltivato da sempre, anche girando il mondo: vedere la sua città natale "ardente", vederla modello di fraternità. Un progetto che precisa: “Trento ha già tanto, se non tutto ciò che può desiderare una città moderna: un popolo coeso; ha le strutture civili e religiose necessarie alla sua vita. Forse le si potrebbe offrire qualcosa per renderla più bella ancora, più viva, più ospitale, più una, più modello di convivenza».

Anche perché quanti visitano Trento a causa del Movimento “possano vedere non solo luoghi, cose e testimonianze significative di quei primi tempi, ma trovare una città "ardente" dell'amore vero per una spiritualità di comunione vissuta da tutti. Una città che potrebbe mostrare e gridare come sarebbe il mondo se tutti vivessero il vangelo”.

Alla fine del soggiorno trentino l'operazione "Trento ardente" si delinea. Chiara ne comunica i dettagli a tutti i membri del Movimento, primi suoi interlocutori, ma non solo. Accanto a lei siedono sindaco e vicario episcopale per i laici, a testimoniare che è un progetto affidato anche alla città tutta. Si tratta di una realtà nuova con un auspicio: “un avvicinamento della mia città al disegno che Dio ha su di essa”.

Questo a Trento, città natale del carisma dell’unità, a cui la storia nei secoli ha anche consegnato una particolare vocazione di "città ponte", Ma nel suo percorrere il mondo, Chiara ha intravisto, quasi carpito una particolare “missione" in altre città, operazioni con aggettivi pieni di fascino: "RomaAmor" per la città eterna, i cui prodromi risalgono al'49, quando, camminando per le sue strade ricordava la testimonianza dei primi cristiani e la sognava tutta rinnovata dal Vangelo: “Lasciando vivere Dio in me e lasciandolo amarsi nei nei fratelli... il Fuoco si diffonderebbe in un baleno per Roma a risuscitarvi i cristiani e a fare di quest'epoca… l’'epoca di Dio».

Operazioni analoghe: "Fontem Regale", nel cuore della foresta camerunese tra popoli, prevalentemente' di religione animista; "Washington, per la fratellanza universale” per il dialogo interrazziale e interreligioso; "Praga d’Oro”, nella capltale mitteleuropea' E poi Genova' Londra e altre ancora.

Quale il loro senso? L’importanza di amare la propria città fino ad informarla tutta di fraternità' All'inizio “con le mie compagne avevamo preso di mira Trento: la volevamo trasformare anche dal punto di vista sociale' E qualcosa dovevamo aver fatto se dei comunisti sono venuti a chiedermi il segreto. La amavo con un amore particolare, come se il mondo fosse tutto lì… conoscevo Trento e i suoi quartieri e ciò aiutava molto per sapere come orientarsi e chi aiutare».

Amare, conoscere,  intervenire, trasformare. Tutto qui? No, l’obiettivo finale di queste operazioni nelle città è "offrire lo spettacolo di gente che ama, di gente che si ama». Con una precisa strategia: avvicinare le persone nei propri ambienti: i bambini negli asili, i giovani nell'università, le famiglie nei condomini, i colleghi negli ambienti di lavoro. Portarvi un amore personale, che va fino in fondo, che ama tutti, si fa uno. Esserne dei testimoni, prima.

Secondo, appuntamento per quanti lo desiderino all’incontro periodico, costitutivo dell'operazione, dove l’annuncio si fa esplicito con contenuti e testimonianze concrete di quella spiritualità di comunione che ha in sé il Dna della fratellanza universale.

Giovanni Paolo II non ha esitato a additare il nostro tempo come bisognoso di una nuova evangelizzazione, di un annuncio rinnovato del Vangelo, aggiungendo che “non può essere coerente né efficace se non accompagnato da una robusta spiritualità di comunione"'.

Le esperienze prodotte dalle operazioni in corso sono segno che la cultura della fraternità si fa strada nelle scuole tra bambini, insegnanti e genitori' penetra nelle famiglie, crea delle reti tra associazioni, unisce cittadini e istituzioni, anima i quartieri, solleva ambienti di sofferenza. E’ una realtà che trasversalmente unisce la città, destinata ad infittirsi e a restituirle un'anima.



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