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La Mariapoli è tornata a Primiero

Dal '49 al '59 la Mariapoli, la “città di Maria” dove la sfida è vivere l'amore scambievole come legge di vita, aveva avuto come scenario la conca di Primiero e le sue montagne. Dal 25 al 27 aprile, sono state 450 le persone, aderenti al Movimento dei Focolari del Trentino – Alto Adige, che hanno voluto rivivere, proprio a Primiero, la stessa esperienza.

L'esperienza proposta dalla Mariapoli era in realtà iniziata già nei mesi di preparazione dell'evento: persone di tutte le età hanno lavorato in diverse equipe che hanno curato la segreteria e tutta l'ospitalità, la scenografia, le musiche e le immagini, il programma con testimonianze e riflessioni sul tema dell'amore reciproco come ispirazione al cambiamento non solo della propria vita personale, ma anche di quella sociale. È stata proprio l'esperienza di dialogo tra generazioni, lingue (italiano, tedesco e ladino), tradizioni e sensibilità diverse che ha permesso di costruire un evento di “famiglia” transgenerazionale, tanto i bambini come i giovani, tanto gli adulti come gli anziani, hanno potuto esprimere le proprie specifiche ricchezze. 

Nel primo giorno, intitolato RivoluzioniAmo la Vita, è stata proposta “l’arte di amare” come stile di vita di questi giorni. I bambini e i ragazzi hanno proposto di viverla con il lancio del “dado dell'amore”, invitando tutti a viverne una frase ogni giorno. Dalle esperienze è emersa la straordinaria possibilità di vivere nella normalità di tutti i giorni questo stile di vita. Nel pomeriggio i Mariapoliti hanno avuto modo di compiere un'escursione all'incantevole laghetto Welsperg in val Canali e negli altri luoghi emblematici delle prime Mariapoli. Il patto di unità stretto fra tutti i presenti nella chiesetta dei Cappuccini  è stato un momento intenso e profondo.

Nel secondo giorno, dal titolo RivoluzioniAmo la Città, è stata proposta l’arte di amare come strategia per incidere sulla comunità e nei diversi ambiti del sociale, con la rotta tracciata verso il mondo unito. Nel pomeriggio, grazie a diversi laboratori tematici (dalla politica allo sport, dall'educazione civica ai mass – media, dall'affettività alla spiritualità...), tutti hanno avuto modo di approfondire distinti aspetti della rivoluzione sociale e personale che l’Ideale dell'unità porta con sè. 

Le due serate della Mariapoli, una musicale e una di giochi e contributi artistici, sono state momenti di festa tra generazioni.

Nell'ultima mattina si è voluto approfondire quella che è la “chiave” per poter continuare a vivere questa esperienza anche al ritorno nella quotidianità della vita: vivere, come Gesù Abbandonato, la preziosità del dolore e cogliere la forza che scaturisce dalla vita di unità.

Forti le impressioni che molti dei partecipanti hanno voluto pubblicamente condividere nell'ultima ora della Mariapoli: “Mi ha sempre colpito Chiara, autentica, forte, schietta: in questi giorni ho sentito esperienze di gente che fa quello che dice e dice quello che pensa”; “In altri incontri avevo sentito raccontare esperienze “eroiche” e mi dicevo: “che bravi che sono, ma io non posso...”. In questi giorni, invece, mi sono sentita accolta nella semplicità e la normalità delle esperienze mi ha fatto capire che anch’io posso vivere così”; “In questi giorni ho respirato a pieni polmoni la bellezza dell’apertura, dello spalancare le porte e rendere fruibile a tutti il nostro grande Ideale: mi verrebbe da definirla ‘la prima Mariapoli dei…secondi tempi'”; “Grazie perché ci siamo sentiti amati oltre la diversità di lingua e protagonisti di questa Mariapoli” (i partecipanti di lingua tedesca e di lingua ladina); “Una Mariapoli nuova, giovane, fresca, anche grazie alla presenza forte e numerosa dei giovani, protagonisti di vari momenti di questi giorni”.

Anche i bambini hanno espresso i loro commenti: un bambino di 6 anni “mamma possiamo comperare una casa in Mariapoli?”; un bambino “mamma, io non voglio più tornare a casa” e la mamma: “ma come facciamo con la scuola” e il bambino “non importa, mi iscrivi qui”; un bambino di 5 anni, che aveva mal di gola: “mamma domani quando torniamo “nel mondo” mi porti dal mio dottore?”. 

Ora la sfida della Mariapoli continua nella straordinaria “normalità” del vivere questa divina avventura sperimentata insieme a Primiero. 



Chiara Lubich

Nasce a Trento il 22 gennaio 1920, seconda di quattro figli.
La madre è fervente cattolica, il padre socialista.
Nell’imperversare della seconda guerra mondiale, sul crollo di ogni cosa, comprende che solo Dio resta: Dio che è Amore. La sua vita si trasforma. Lo sceglie come unico Ideale. 

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