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Chi è Chiara Lubich

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Chi è Chiara Lubich

 

Nasce a Trento il 22 gennaio 1920,
seconda di quattro figli.
La madre è fervente cattolica, il padre socialista.
Nell’imperversare della seconda guerra mondiale,
sul crollo di ogni cosa, comprende che
solo Dio resta: Dio che è Amore.
La sua vita si trasforma.
Lo sceglie come unico Ideale.
Il 7 dicembre 1943
segna convenzionalmentegli inizi
del Movimento dei Focolari che nascerà.
Esso oggi è diffuso in 182 nazioni con
una irradiazione di oltre sette milioni di persone.

Invitata a parlare in ogni angolo del pianeta,
insignita di quattordici dottorati honoris causa,
di ancor più numerose cittadinanze onorarie
e di sei Premi internazionali,
Chiara Lubich rappresenta
una delle voci spiritualmente più feconde
nel panorama mondiale,
con un impegno di primo piano
sul fronte del dialogo e dell’unità
tra movimenti e comunità ecclesiali
all’interno della Chiesa cattolica,
tra le Chiese, tra le religioni,
tra persone di diverse convinzioni.

 

Chiara Lubich è presente in prima persona
nei vari ambiti della società: politica, economia,
comunicazione, arte, pedagogia, diritto, sanità…
La sua spiritualità comunitaria,
e la dottrina che ne scaturisce,
suscitano speranza e nuova luce nel pensiero
e nell’agire di oggi.

 

Il suo obiettivo è quello di sempre:
contribuire al “che tutti siano uno” di Gesù,
il sogno di un Dio:
la fraternità universale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          

Per approfondimenti: www.centrochiaralubich.org

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Che cos'è Trento ardente

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TRENTO: la mia città

Trento Ardente: un progetto che nasce con l’accendersi di una fiamma nel cuore di Chiara Lubich e delle sue prime compagne, ancora nel ’43, scintilla che darà poi vita al Movimento dei focolari.
Lei stessa durante il suo intenso soggiorno a Trento nel giugno 2001, definendo tale progetto, ha lasciato intuire cosa sarebbe la città se fosse veramente ardente.
 

Una confidenza: 

“Mi trovavo in un punto alto della città e, contemplando il suo panorama, ho avvertito in cuore un forte desiderio: vedereTrento tutta accesa d’amore, dell’amore vero, di quello che lega fratello a fratello, quello che il carisma dell’unità avrebbe potuto realizzare. E quest’idea dava – ricordo – pienezza al mio cuore…”.


Traccia un profilo alto dei trentini, “gente che si distingue per serietà, impegno, viva intelligenza, generosità ed altre virtù”:

Certamente Trento già ha tanto, se non tutto ciò che può desiderare una città moderna… Forse le si potrebbe offrire, se i miei concittadini lo gradiscono, qualcosa per renderla più bella ancora, più viva, più ospitale, più una, più modello di convivenza anche per quanti la visitano a causa del Movimento nato qui: un supplemento d’anima…”.


E il progetto “Trento Ardente” si precisa:

“E’ questo un pensiero che mi torna: se, con la buona volontà di molti, siamo riusciti a dar vita a venti cittadelle internazionali nei cinque continenti, che dicono e gridano, con la loro sola esistenza, come sarebbe il mondo se fra tutti splendesse la fratellanza evangelica e umana, non si potrebbe fare qualcosa anche per Trento?
Voglio affidare oggi ai miei concittadini, assieme a quanti del Movimento già conoscono il segreto, la risposta”.

Chiara Lubich alla consegna del premio “Trentino dell’anno”, conferitole dal gruppo culturale Uomo–Città-Territorio (UCT), 9 giugno 2001

 

 

TRENTO, simbolo dell'unità

“…Da qualche tempo vengono a Trento visitatori, anche da fuori Italia, per vedere dove è nata questa Opera di Dio. Immaginate cosa sarebbe se, arrivando, potessero vedere non solo luoghi, cose e testimonianze significative di quei primi nostri tempi, ma trovasserouna città ardente dell’amore vero per una spiritualità di comunione vissuta da tutti noi insieme! Una città che potrebbe mostrare e gridare come sarebbe il mondo se tutti vivessero il Vangelo!
Non sarebbe augurabile che Trento, città del Concilio che ha suggellato nel secolo XVI la divisione fra i cristiani, diventasse ora simbolo ed emblema della divina unità per la quale Gesù ha dato la vita?
A voi, ai nostri cuori generosi, la risposta”.

Chiara Lubich nel Duomo di Trento, 2 giugno ‘01

 

Fraternità nella città

“La fraternità – uno dei temi che più mi appassiona - è addirittura, per chi è credente, il piano di Dio sull’umanità… Ma è un principio presente, con accenti sublimi, pure nei sacri libri di molte fra le grandi religioni, com’è presente, perché inscritto nel cuore di ogni uomo, in qualsiasi persona, anche senza un riferimento religioso, purché attenta alla propria coscienza.
La fraternità consente a tutti gli uomini, pur nella varietà delle loro culture e fedi, di riconoscersi uguali per l’aspirazione più profonda presente in ciascuno: quella di amare ed essere amato all’interno di una comunità di fratelli”.

Chiara Lubich al Consiglio comunale di Trento: “La fraternità nell’orizzonte della città”, 8 giugno ‘01


Trento e la fraternità universale

“Trento può davvero diventare il ‘centro dell’ecumenismo’ che lei ha ipotizzato pochi giorni fa in Duomo?”

“Non solo di ecumenismo con le altre Chiese, ma di un ecumenismo ancora più vasto di fraternità universale. Un primo passo può essere attuato dialogando con le altre unità e movimenti ecclesiali”.

intervista rilasciata da Chiara Lubich per L'Adige, 7 giugno 2001

 

Un disegno speciale su Trento

“La città è qui nel mio e in molti cuori, garanzia della nostra preghiera perché su di essa si compia un giorno quel disegno che il Cielo può aver sognato, di città simbolo dell’unità e della fraternità, dove chiunque al mondo possa visitarla ed imparare a realizzare il “che tutti siano uno”: come comporre cioè sulla nostra terra un mondo unito”.
Chiara Lubich al sindaco di Trento Alberto Pacher, Castelgandolfo 4 gennaio 2002