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15/01/14
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La Redazione

Erano quasi 600 le persone che il 7 dicembre hanno voluto ricordare, in un gioioso evento pubblico all'Auditorium Santa Chiara di Trento, i settant'anni della consacrazione a Dio di Chiara Lubich.
Il 7 dicembre del 1943 è ricordato come la data ufficiale della nascita, a Trento, del Movimento dei Focolari, realtà che nel tempo avrebbe assunto rilevanza e sviluppi allora del tutto impensabili. In quel giorno Chiara Lubich si consacrò a Dio nella chiesetta del Colleggetto dei Padri Cappuccini, momento estremamente significativo, ma personale: di fatto, quel passo avrebbe dato vita ad una comunità di persone, le più varie, ispirata dal Vangelo, aperta alla città di Trento, prima, e, molto presto, al mondo, una comunità planetaria di oltre 2 milioni di persone,
Chiara, più tardi, spiegava così il senso del loro agire, di quell'impegno che allora, in tempo di guerra, da personale divenne subito comunitario: “Il tutto era partito con un programma ben preciso: volevamo concorrere a risolvere il problema sociale della nostra città”.
58 anni dopo Chiara Lubich tornando a Trento, nel 2001, segna una tappa storica nel suo rapporto con la sua città natale che lei invita ad essere “ardente d'amore”, ricordando uno sguardo che agli albori del Movimento lei e le sue compagne avevano gettato sulla città: “Mi trovavo in un punto alto della città e, contemplando il suo panorama, ho avvertito in cuore un forte desiderio: vedere Trento tutta accesa d’amore, dell’amore vero, di quello che lega fratello a fratello, quello che il carisma dell’unità avrebbe potuto realizzare. E quest’idea dava – ricordo – pienezza al mio cuore…”
In occasione del 70° anniversario, il Movimento ha inteso offrire alla città di Trento un evento che, nel ricordare quel passo compiuto, in totale solitudine, dalla allora maestra Silvia Lubich, presentasse ai concittadini alcuni dei frutti maturati in 70 anni da quel seme sparso in tutto il mondo grazie alla spiritualità dell'unità.
In modo particolare, si è inteso, con l'evento del 7 dicembre, dare voce e spazio a tanti che, ciascuno con il proprio specifico apporto e con il proprio specifico stile, concorrono, come diceva Chiara, a costruire la fraternità. Per questo, hanno portato il loro saluto e la loro testimonianza, cittadini comuni e rappresentanti delle istituzioni trentine: il Presidente della Provincia Ugo Rossi, e l'ex-Presidente Alberto Pacher, l'Arcivescovo Luigi Bressan, il Presidente della Cooperazione Trentina Diego Schelfi, il Sindaco di Trento Alessandro Andreatta.
In tre ore intense di programma i presenti hanno potuto ascoltare la testimonianza di quanti si impegnano nell'accoglienza degli immigrati come nel mondo della scuola e della famiglia, nel campo imprenditoriale come in quello sociale, nella chiesa e nella società civile. Tutti accomunati dall'impegno comune, ciascuno nel proprio ambito, a rendere Trento più solidale, più ospitale, più modello di convivenza.